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martedì 6 febbraio 2007


Vi posto l'intervento di un collega di CRI rilasciato su una mailing list di cui faccio parte.
Naturalmente, condivido ogni parola.
Naturalmente, il mio affetto va alla famiglia delle vittime.
Naturalmente, anatema su chi non rispetta la vita, l'amore, la pace.

"Di tutte le immagini passate in questi giorni, in riferimento agli scontri del dopo partita di Catania (cui purtroppo siamo abituati), una mi ha particolarmente colpito e profondamente disgustato: quella di quattro pezzi di merd@ che tirano sassi riparandosi dietro un'ambulanza della Croce Rossa. A parte che come autista mi da' fastidio persino che qualcuno si appoggi al mio mezzo, mi ferisce vedere un simbolo universale di neutralità, utilizzato come scudo da delinquenti vigliacchi. Mi scandalizza la posizione pericolossisima in cui sono stati lasciati i mezzi di soccorso, isolati al centro del piazzale, forse perchè io non permetterei mai che il mio equipaggio rischiasse a quel modo; in quella situazione avrei lasciato
immediatamente il piazzale e avrei atteso in una zona tranquilla (a qualche isolato). Che mi vengano pure a citare per omissione di soccorso!!!
Sono stato sempre polemico sui servizi allo stadio in occasione di partite di campionato (e infatti da un paio di anni non ne faccio più), poichè ritengo che la sicurezza dei soccorritori non sia in alcun modo garantita; ci insegnano che la prima regola è l'autoprotezione e poi ci mandano come carne da macello in partite ad alto rischio spesso nelle curve, anche quella della squadra ospite, in mezzo ai tifosi dove se ti va bene ti becchi ogni tipo di insulto. Basta rischiare la vita per uno sport (che tra l'altro nemmeno mi piace), e questo vale per i tifosi (quelli veri), per le forze dell'ordine e soprattutto per i volontari del soccorso.
1stAid"

giovedì 23 novembre 2006

La Croce Rossa


Riporto di seguito una dichiarazione rilasciata all'agenzia Ansa dal Presidente Nazionale della CRI, Massimo Barra.

"Se si arriva a toccare il sacro simbolo della Croce Rossa, in altri tempi impensabili, vuol dire che siamo arrivati ad un livello massimo di violenza. Ma violenza porta violenza". La dura denuncia è del Presidente della CRI Massimo Barra, che nel suo studio nella sede dell'organizzazione è in continuo contatto con la Farnesina e Ginevra (il Cicr) per seguire lo sviluppo del rapimento dei due delegati italiani a Gaza. Secondo Barra, il rapimento "potrebbe essere un atto di criminalità comune. Oppure, la voglia di mettere un faro sulla situazione del posto".
"Questa azione - ha pero' osservato Barra - dimostra che il disprezzo anche verso le azioni umanitarie, e' ormai inveterato, che il simbolo sacro della Croce Rossa non e' piu' intoccabile. I nostri delegati stavano chiaramente su mezzi che indicavano essere della Croce Rossa. In altri tempi sarebbe stata un'azione impensabile''.
Barra ha detto che sta ricevendo espressioni di solidarieta' da tutto il mondo. ''La famiglia della Croce Rossa e' compatta. Mi ha telefonato, ad esempio, la Presidente della Croce Rossa dell'Honduras, dove ha lavorato Onorato e sono in contatto con il Presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese. Ginevra ha attivato un'unita' di crisi 24 ore su 24''. Tutti i delegati palestinesi sul luogo sono mobilitati e sono impegnati a cercare canali che possano portare alla liberazione dei nostri delegati''. Sono espressioni che, per Barra, ''portano grande conforto. Ma soprattutto esprimono il potere dell'umanita', che e' il valore aggiunto del nostro movimento nel mondo".