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lunedì 24 settembre 2007

Anorexia


L'anoressia ha gli occhi e il corpo nudo di Isabelle Caro: 31 chili di ossa, che da questa mattina campeggiano sui manifesti delle più grandi città italiane. Una sola foto, drammatica e controversa com'è nella storia dell'autore: Oliviero Toscani. E nella settimana della moda di Milano non poteva non far discutere "No anoressia", la nuova campagna Nolita realizzata dal fotografo milanese per il gruppo Flash&Partners. Una provocazione, ma soprattutto un allarme su una tragedia del nostro tempo. Ancora più sconvolgente perché a interrogarsi sul problema è il mondo delle passerelle, accusato da tempo di diffondere falsi miti di bellezza.

La campagna. Non lascia spazio a interpretazioni la foto di Isabelle Caro. È lei la ragazza anoressica protagonista della campagna pubblicitaria di Nolita, il fashion brand del gruppo Flash&Partners. La modella francese ha accettato di esporsi nuda allo scatto di Oliviero Toscani per mostrare a tutti la realtà di una malattia che insieme alla bulimia, vede coinvolte oltre due milioni di persone in Italia. "Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo - afferma Isabelle - adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna". Una malattia lunga 15 anni, che l'ha ridotta a pesare 31 chili: "Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d'aiuto - spiega la ragazza francese - a chi è caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire".

Non è nuovo alle polemiche Oliviero Toscani, che spiega: "Io ho fatto come sempre un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo. Sono anni che mi interesso al problema dell'anoressia. Un tema tabù per la moda. Come l'Aids ai tempi . Adesso l'argomento tabù è l'anoressia". Quanto alle responsabilità, continua il fotografo milanese, il discorso è più complesso: "Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema dell'anoressia, - conclude Toscani - è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi ".

Le reazioni. Apprezzamenti ma anche dissensi. La campagna di Nolita divide, com'è nello stile di Toscani. Sostegno arriva dal ministro della Salute, Livia Turco. "Apprezzo sinceramente sia i contenuti che le modalità di realizzazione. Un'iniziativa come questa è uno strumento da prendere in assoluta considerazione". Reazioni anche dalle passerelle milanesi, dove è in corso la settimana della Moda. "Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune". A pensarla così è Giorgio Armani che esprime anche un desiderio: "Vorrei poter conoscere questa persona per capire i motivi che l'hanno portata all'anoressia". Dello stesso avviso anche i due stilisti Dolce e Gabbana che dicono: "Finalmente qualcuno dice la verità sull'anoressia, cioè non è un problema della moda, ma un problema psichiatrico".

Critiche arrivano dall'Aba, l'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e l'obesità. Secondo Fabiola De Clerq, presidente dell'associazione: "L'utilizzo di questa immagine è suscettibile di indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie". Insomma, si accendono riflettori, che si spegneranno: "Poi le ragazze e i genitori si vedono sbattere in faccia le porte degli ospedali".

lunedì 16 luglio 2007

Ciao cucciolo ...


Suicida un ragazzo anoressico di Aprilia
Un ragazzo di appena 18 anni, malato di anoressia da tempo, si è suicidato ieri mattina lanciandosi da una finestra del reparto di endocrinologia del policlinico Gemelli. Il giovane pesava meno di 40 chili, ed era ricoverato nel reparto dall'inizio del mese. Tra i primi a fare la tragica scoperta di quanto era accaduto il padre, che era andato a trovarlo nel nosocomio. La famiglia è chiusa nel suo dolore: il giovane non mangiava da un mese ma si pensava potesse ricominciare ad alimentarsi, almeno per via endovenosa. Molti casi analoghi sono infatti stati risolti dagli specialisti della struttura che lo ospitava. "Lasciateci in pace, lasciateci piangere", ha urlato ai giornalisti la sorella gemella del giovane, assediata sotto casa dai reporter.
Un altro episodio che dimostra quanto sia diffusa, tra i giovani, questa sindrome, che è tornata in questi giorni all'attenzione della stampa in seguito a un dibattito fra stilisti, modelle e agenzie di moda che stanno partecipando ad AltaRomAltaModa.
Un problema sempre più diffuso fra i maschi, e che soprattutto affligge sempre di più i giovanissimi. Si tratta infatti di una patologia che colpisce oggi almeno il 2% della popolazione maschile e tra il 4 ed il 5% di quella femminile. La differenza, secondo una serie di indagini e studi inmateria, sta nel fatto che gli uomini non riconoscono questi disturbi ed anche se arrivano ad esserne coscienti non ne parlano apertamente come le donne.


Ciao cucciolo ...

giovedì 10 maggio 2007

NO AL RITALIN


Sono una insegnante di scuola primaria (come ci ha insegnato a dire la graziosissima sora Moratti) e a volte vorrei prendere alcuni bambini e narcotizzarli per avere un pò di pace. Non ultimo oggi, in cui uno delle mie simpatiche canaglie (altro che canaglia, questo è proprio un disgraziatissimo essere di cui farei davvero a meno) stava quasi per rompere il collo a un suo compagno nonchè cugino.
Ma il ritalin NO.
Ma gli psicofarmaci ai bambini NO.
Sono vivaci, magari qualche sculacciata, ma gli psicofarmaci NO.
Io li prendo gli psicofarmaci, non ne sono contraria, ma ho 28 anni e ho scelto consapevolmente questa strada.
Posto un articolo con le ultime novità in materia.

"Ringraziamo Luca Poma, portavoce di Giù le mani dai bambini per averci fornito un ampio aggiornamento, dalle varie agenzie di stampa, su quanto avvenuto in sede di commissione parlamentare sulla vicenda della richiesta di dimissioni dei vertici dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) per aver "omesso o deliberatamente taciuto" informazioni importanti sui rischi degli psicofarmaci contro la Sindrome da iperattività e deficit di Attenzione (ADHD), due dei quali da poco autorizzati in Italia dall’AIFA stessa.
La richiesta è stata presentata in Senato dal Comitato Giù le mani dai bambini, organizzazione composta da medici, psichiatri, pediatri ed esperti dell’infanzia, che ha consegnato ai parlamentari un dossier contro l’AIFA, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Ministero della Salute.
Nel documento, vengono citate una serie di informazioni che l’AIFA avrebbe taciuto, contenute nei protocolli dell’Agenzia, ma vengono anche smentite e contestate altre affermazioni: dalle cifre della patologia, ai reali rischi per i bambini, fino all’accusa di aver preferito, nella somministrazione degli psicofarmaci "una 'rete a maglie larghe' per agevolare gli interessi di chi li vende e non invece ’a maglie strette' per salvaguardare la salute dei piccoli".
I senatori Paola Binetti (Dl), Maurizio Eufemi (Udc), e Tommaso Barbato (Popolari Udeur) al termine dell’audizione, hanno suggerito la sospensione della commercializzazione dei due prodotti Ritalin e Strattera. Mentre il presidente della Commissione Ignazio Marino ha assicurato che invierà il dossier al ministro della Salute Livia Turco. "Il governo e il ministro hanno sottovalutato la questione. Ci sono stati nascosti dei dati da parte dell'AIFA - sottolinea Eufemi - sull'efficazia del farmaco. C'era già stato un grido d'allarme da parte del Parlamento, Turco doveva usare più prudenza. Chiediamo una moratoria e nuovi e più severi protocolli".
Natale Ripamonti, vicecapogruppo Verdi-Pdci al Senato, affianca l'associazione nella richiesta di dimissioni dei vertici dell'AIFA per la gestione dell'apertura italiana al Ritalin.
Cesare Cursi (An) parla di ''giudizi molto pesanti contenuti nel dossier sull'AIFA, sull'ISS e sul ministro della Salute. Non e' escluso che trasmettero' questo fascicolo alla procura della Repubblica per accertamenti''.
No al Ritalin per uso pediatrico, è anche la posizione condivisa da Federica Rossi Gasparrini, presidente dei Popolari Udeur, che chiede chiarimenti all’ISS, e dal deputato del Prc Francesco Caruso, secondo il quale il farmaco va ritirato dal commercio: "Ritengo sbagliata e assurda questa scelta e non comprendo il motivo per il quale nel caso di una presunta iperattività dovremmo drogare i nostri figli con il Ritalin, con quella cosiddetta pillola dell’obbedienza che negli Stati Uniti - afferma Caruso - fattura 2 miliardi di dollari l’anno alle multinazionali farmaceutiche, ma produce danni anche gravi negli adolescenti che ne fanno uso".
"Diamo il nostro pieno appoggio alla richiesta di dimissioni dei vertici dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) avanzata dall'associazione 'Giu' le mani dai bambini' e chiediamo che venga immediatamente bloccata la commercializzazione del Ritalin". Secondo la capogruppo dei Verdi alla Regione Emilia-Romagna, la consigliera Daniela Guerra (promotrice di un'interrogazione e di una risoluzione sulla commercializzazione degli psicofarmaci ai minori) il dossier presentato oggi dall'associazione alla Commissione Sanità del Senato non fa che portare alla luce quanto i Verdi stanno sostenendo da tempo. "Molti sono i dubbi - ribadisce Guerra - legati alla validità e agli effetti collaterali dell'uso degli psicofarmaci in età pediatrica. Negli Stati Uniti, il paese dove piu' massiccio è il ricorso ad essi, si è registrato un incremento notevole dei suicidi precoci ed è stato imposto l'obbligo di indicare i rischi ben in evidenza sulle confezioni dei farmaci".
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e deputata di An, si aggiunge al coro dei no sulla commercializzazione in Italia del Ritalin, per il quale e' gia' stata presentata, in data 13 marzo 2007, una interrogazione parlamentare al Ministro della Salute. Contestualmente, informa una nota della parlamentare, in Senato è stato presentato un Disegno di Legge in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti che vede i Senatori Marcello De Angelis (An) e Loredana De Petris (Verdi) tra i primi firmatari e che ha raccolto trasversalmente l'adesione di numerosi parlamentari. "Da mesi, con Azione Giovani - afferma Meloni - abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per impedire che questa variante dell'amfetamina, prevalentemente somministrata ai minori, approdasse in Italia. E', infatti, dimostrato che tra gli effetti collaterali vi sono in problemi cardiovascolari, disfunzioni cerebrali e mentali, squilibri gastrointestinali, oltre al dato certo dell'elevata dipendenza psichica e biologica. Sono decine e decine i casi di suicidio indotto da questo psiocofarmaco, che procura uno stato di sottomissione sociale e di panico".

giovedì 3 maggio 2007


Sono andata in ospedale per la visita di controllo oggi, e prima di uscire ho preso un libro dallo scaffale sezione "ancoradaleggere", uno a caso, senza guardare né titolo né autore. Ho beccato una raccolta di racconti noir di scrittori famosi: c'è anche il mio adorato Carletto Lucarelli, e Camilleri che sto scoprendo e apprezzando non solo per le puntate in tv di Montalbano. Ma la vera rivelazione è stato Niccolò Ammaniti con Sei il mio tesoro: è un racconto bello, fantasioso, con un finale tragicomico. E' questo il bello, è la prima volta che leggo un "giallo" che mi fa anche ridere, pagina dopo pagina, con battute e descrizioni al limite del surreale ma davvero aderenti alla realtà.
Leggetelo, se potete, e poi fatemi sapere se non ho ragione

giovedì 30 novembre 2006

No-profit


Matteo mi ha mandato una email: mi diceva che aveva visto una trasmissione (come va di moda parlare di anoressia/bulimia ultimamente in tv, avete fatto caso?) in cui si parlava di una associazione (ometto il nome per non crearmi problemi legali).
"E' una no-profit, non chiederà soldi!", e seguiva numero verde a cui rivolgersi.
Non faccio in tempo a prender nota che mi arriva una nuova email.
"Lascia stare, altro che no-profit".
E' vergognoso, questi bastardi si lavano la faccia davanti al mondo intero spacciandosi per i salvatori di queste povere pazze malate immaginarie e poi chiedono fior fior di denaro! Per la serie "se hai problemi con il cibo vuol dire che sei ricca, e allora paga!".
Gesù urlò "brutti bastardi sepolcri imbiancati!": io non credo, ma se me lo trovassi davanti a sbraitare così mi accoderei a lui ...

lunedì 20 novembre 2006

Ma l'amore no ...


Qualche giorno fa ho letto su un forum il post di una ragazza che chiedeva se qualcuna di noi (lei usava il termine "obese" che io odio perchè pieno di cattiveria e discriminazione. Scusatemi, ma preferisco "ciccie") era mai riuscita a farsi amare da un ragazzo, a farsi conoscere per quello che realmente è. E' una questione spinosa, perchè a noi CICCIE non è concesso farci conoscere, far conoscere il nostro carattere, soprattutto ai ragazzi. Ci viene negata questa possibilità perchè siamo rinchiuse in una gabbia di chili di troppo che da principessa Fiona ci rendono orchessa Fiona (scusate il riferimento filmico). E poi vedi tutte quelle magre (molte di loro più acide di un camino di yogurt scaduto) che vengono invitate a destra e a manca che si impegnano in erculei sforzi per nascondere ai (poveracci) ragazzi che le portano in giro la vera essenza del loro essere. E noi, cicciottelle sì ma simpatiche e in fondo piene di vita, stiamo qui a guardare, e a sperare che qualcuno si accorga di noi ...
Ho 28 anni, ma solo quest'estate - per la prima volta - un ragazzo si è accorto di me e ha voluto approfondire la conoscenza, capire e apprezzare Marilena per quello che davvero è. Non è andata a finire in fiori d'arancio ma siamo molto amici, e questo suo allungarmi la mano mi ha dato una carica di energia e di speranza che vorrei passare a tutte voi.
Sorelle mie, anche noi "ciccie" possiamo avere un amore corrisposto, dobbiamo solo aprire il cuore e ... sorridere!

venerdì 17 novembre 2006

magro è bello (?)


Ieri sera ero a cena da Ros e commentavamo la notizia della morte di una modella brasiliana morta per complicazioni dovute all'anoressia (leggi notizia). Ho riflettuto moltissimo su questa notizia e, ad essere onesta, il primo sentimento che mi è nato è stata una rabbia feroce. Una bella ragazza, che ha avuto tutto dalla vita, che ha raggiunto la fama e il successo, si convince di essere grassa: magari le persone che la circondano assecondano questa sua fisima (magro è bello, che male c'è ad inseguire questo obiettivo?) e allora va avanti va avanti e porta alle estreme conseguenze la sua convinzione. Se avessi potuto, l'avrei presa a schiaffi, sarei stata capace di prendere a schiaffi anche il suo cadavere. Ma poi c'ho ripensato ... lei era malata, era malata proprio come me, solo che la mia morte sarà più lenta: il mio corpo si nutre, si nutre troppo, il suo andava avanti a qualche pomodoro e nulla più ...
Sorella mia, morta della mia stessa malattia, uccisa da un mondo che ti valuta solo per quello che mostri, ti porto nel cuore insieme a tutte le ragazze che soffrono come noi e nessuno lo capisce. Ti porto con me insieme a tutte le ragazze che gridano aiuto ma nessuno le sente. Però ti tengo in un angolino speciale perché, piccola mia, eri circondata da gente che non voleva aiutarti, perché per loro magro è bello ...

mercoledì 15 novembre 2006

non è facile


Non è facile riassumere in poche parole il problema con cui convivo da molti anni ... Si chiama Binge Eating Disorder, per gli "amici" BED, ed è il termine utilizzato per descrivere episodi compulsivi caratterizzati da rapide assunzioni di una grande quantità di cibo. Le persone come me mangiano eccessivamente ma, terminata l'abbuffata, non utilizzano metodi compensatori per eliminare le calorie in eccesso come coloro che soffrono di Bulimia, infatti questo disturbo conduce solitamente al peso eccessivo.. Mangiamo grandi quantità di cibo rapidamente, anche quando non siamo fisicamente affamati, e tra noi sono comuni le sensazioni di colpa e vergogna.
Questo è il mio problema, e non so perchè ma spero che il condividerlo con altri - con lo stesso problema o no, in cura o meno - mi aiuti ad andare avanti.
Siate i benvenuti e sentitevi liberi di scrivere ciò che volete, con garbo ed educazione, ricordando sempre che parliamo di una malattia, non di un semplice problemino risolvibile con la dieta e la forza di volontà.